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Sabato 21 Marzo 2009 14:28

Come si diventa donatori di sangue?

Chiunque abbia un'età compresa tra i 18 ed i 60 anni (il donatore periodico può proseguire fino a 65) ed un peso corporeo non inferiore ai 50 Kg, può presentarsi presso una sede AVIS e chiedere di iscriversi per donare il proprio sangue. Se ti vuoi iscrivere alla sezione di Clusone ti devi presentare presso il centro di raccolta "SILVIO GONELLA"di Piario nelle date indicate nel calendario che trovi nell'apposita sezione di questo sito.

L'aspirante donatore si dovrà presentare a digiuno da almeno 8 ore e verrà sottoposto ad un colloquio, una visita medica con ECG (elettrocardiogramma) effettuati dall’equipe medica presente, onde poter verificare se sussistono tutte le condizioni necessarrie alla donazione.

Durante il colloquio il medico accerterà se il candidato ha tenuto comportamenti non corretti (assunzione di droghe, rapporti sessuali a rischio, ecc.), se è stato ed è tuttora affetto da determinate malattie (epatiti virali, malattie veneree, alcolismo, diabete, ecc.) oppure se esistono al momento cause che possono impedire solo temporaneamente la donazione (viaggi in paesi tropicali, vaccinazioni, ecc.). Questa fase è di fondamentale importanza perché il racconto spontaneo evidenzia subito se vi sono elementi che possono impedire la donazione, ma è anche la fase più difficile e delicata. È indispensabile che l'aspirante donatore risponda sinceramente e responsabilmente sottoscrivendo un consenso informativo su quanto dichiarato. È naturalmente garantita la riservatezza del colloquio.

Dopo la visita medica, se clinicamente idoneo, l'interessato verrà sottoposto a tutti gli esami indicati dalla legge (esami completi del sangue, test HIV, elettrocardiogramma) al fine di tutelare la sua salute e quella del ricevente.
 
In seguito, l'aspirante verrà invitato per la Prima Donazione dopo la quale diventerà ufficialmente socio AVIS.

Se invece il candidato non risulterà idoneo alla donazione, il medico gli comunicherà le ragioni e lo sospenderà temporaneamente pregandolo di ripresentarsi ad un successivo controllo. In presenza di situazioni più serie, lo sospenderà definitivamente dall'attività consigliandolo sul successivo iter diagnostico-terapeutico.

 
Ora tocca a te!!! Ti aspettiamo!!! Chi ha bisogno del tuo sangue non può aspettare.
 



« LA VITA CI É STATA DATA IN DONO E NOI LA MERITIAMO DONANDOLA»
                                        Tagore, Uccelli migranti


Le paure dell'aspirante donatore

Ci sono timori, a volte vere e proprie angosce che riducono le adesioni degli aspiranti donatori.
È vero: chi s'interessa di donazione di sangue ed emocomponenti, avendo vissuto la vita intera o lunghi tratti di essa nell'AVIS, sa bene che alcune "paure" possono tenere lontani possibili aspiranti donatori. È auspicabile che si riesca a parlare di questi problemi che coinvolgono anche aspetti psicologici, con chiarezza e tranquillità. In tal modo si potrebbero ricondurre ad una giusta dimensione. E' pur vero che donando sangue si fa comunque un regalo e che ogni regalo per avere valore deve costare un po' di sacrificio. Talvolta si dona il superfluo, ma col proprio sangue si regala una parte di sè, significativa ed importante. Si regala qualcosa che è nel proprio piatto, non si regala quello che cade casualmente dal piatto. Ciò nonostante sarebbe sicuramente importante che i donatori attivi facessero sapere alle associazioni dei volontari del sangue quali sono le paure e i timori che hanno costituito ostacolo iniziale alla loro adesione all' AVIS. Resta comunque interessante esaminare insieme, prendendo spunto da un documento delle Blood Banks quali siano le paure più diffuse. Si possono così citare:

   1. La paura del procedimento di prelievo. Si tratta di un normale prelievo nella manualità pratica.
   2. La paura dell'ago e della puntura venosa. In realtà nei Centri Trasfusionali l'abilità del personale sanitario è solitamente molto elevata. A ciò si agginge la qualità degli strumenti che rendono il procedimento tranquillo. Da medico ho sempre usato il sistema di riferire esattamente quello che accade all'aspirante donatore alla prima donazione: è assolutamente indispensabile riferire che l'ago è di calibro lievemente superiore, ma che ciò nonostante il prelievo è un'operazione tranquilla. Comunicare sempre e comunque l'assoluta verità ai nostri donatori è già un procedimento in sè ansiolitico. E' ovvio che resta il buco dell'ago, che non è piacevole, ma per chi ha la motivazione giusta è cosa da nulla! Dopo aver superato tale paura il fastidio dell'ago conferisce un plus valore alla donazione, aumentando il peso specifico del regalo!
   3. La vista del sangue. Non è raro che alcune persone riferiscano di aver timore della vista del sangue. Val la pena ricordare che in un prelievo tranquillo non c'è "spargimento di sangue". Oltretutto si può voltare anche lo sguardo ed in ogni caso il tubicino di collegamento del sangue alla sacca in cui scorre è opaco e non evoca alcuna immagine cruenta.
   4. La mancanza di fiducia nell'equipe sanitaria. Il personale di assistenza ha generalmente grande esperienza e preparazione adatta ad intervenire secondo necessità e all'occorrenza.
   5. C'è la paura poi di andare soggetto a lipotimie o a "svenimento". Molto spesso questo timore è legato alla considerazione di fare una "figuraccia", che abbasserebbe l'autostima. In questo caso si tratta di impartire i giusti consigli: ricordiamo un adeguato riposo sul lettino dopo la donazione, qualche decina di secondi almeno in posizione assisa per favorire il normale adattamento presso rio e un sorso d'acqua per ristabilire la perdita di liquidi avvenuta.
   6. La paura per la propria integrità fisica. È regola generale, etica ed umana che il prelievo del sangue non debba essere in nessun caso dannoso per il donatore. La visita di ammissione, scrupolosa nell'anamnesi, rigorosa nell'esame clinico e nelle indagini strumentali, costituisce una valida garanzia. Prima di ogni prelievo si esegue regolarmente il controllo clinico e si determina il tasso di emoglobina nel sangue per escludere un eventuale sopraggiunto e sconosciuto stato di anemia. Nell'ambito delle riflessioni sulla paura per la propria salute vale la pena ricordare che il materiale utilizzato per il prelievo è rigorosamente sterile, monouso, a perdere.
   7. La paura di doversi sottoporre, dopo l'adesione all'organizzazione, a prelievi coercitivi. Così non è: l'organizzazione ha il compito oltre che il dovere di "sollecitare" ma non impone nulla. Tutto è demandato alla personale sensibilità e all'etica della responsabilità.
   8. Un altro timore è quello dell'ambiente ospedaliero in quanto evocatore di "stato malattia". In questo caso ho più volte proposto la riflessione di provare a pensare all'ospedale come luogo fisico deputato al rimedio della malattia. Proporre un'inversione del paradigma: diventare artefici come donatori della cura delle malattie restituendo il significato profondo che gli appartiene, al dono del sangue.

Un'ultima riflessione: chi supera le piccole paure che sono dentro noi stessi finisce col costruire una personalità più forte e strutturata. E' una gran soddisfazione battere le paure!
Dott. Maurizio Vescovi



Tratta dal sito Avis di Base, Università di Parma
www.avisunipr.it

Quando ci si può iscrivere

Ci si può iscrivere durante qualsiasi collettiva organizzata presso il centro di Piario o in qualsiasi data a Monterosso (indirizzo: Via L. da Vinci, 4 – Bergamo).
Dovrai presentarti digiuno da almeno 8 ore e ricordati di portare con te un documento di identità, e la tessere sanitaria.
Se desideri essere seguito dalla ns. sezione, le giornate in cui siamo presenti al centro di Piario le trovi su questo sito.
Non tenere per te i tuoi dubbi, nel caso di dubbi o necessità di chiarimenti, puoi sempre contattare lo 0346/21313 (in caso di libero parte la segreteria telefonica): alcune volte bastano due parole con noi per schiarirsi le idee!!!! (purtroppo in merito esiste anche una falsa/cattiva informazione)

LE PAURE DEL DONATORE


Perchè iscriversi?
Potremmo ribaltare la domanda in: perché no?

Non entrando nel merito di un gesto profondamente unico e umanitario che è quello di donare la vita a chi ne ha bisogno, il donatore AVIS è periodicamente controllato. A disposizione mettiamo medici che seguono e consigliano  per tutto il periodo donazionale, prima l’aspirante e poi il donatore.
Tutti gli esami (il costo) sono a carico dell’AVIS. Periodicamente oltre agli esami, vengono fatti elettrocardiogrammi, visite mediche e (dove necessario) vacini. Tutto questo appunto a carico della ns. associazione.
Il donatore in pratica instaura un rapporto con i medici dell’AVIS che, in molti casi, frequenterà in maniera maggiore del proprio medico dell’Asl.
Più volte l’essere iscritto all’AVIS è diventato per alcuni una vera e propia “prevenzione” di malattie anche molto gravi, per il fatto che, controlli frequenti, evidenziano in maniera precoce future malatie (anche molto gravi).

Ribadiamo che è il lato positivo di un gesto che non ha euguali: il gesto nobile di donare la vita, ripaga di per sé il donatore e il gesto è tanto intimo che per “ognuno”prende un valore diverso.
Quello che è certo è che in Italia, un milione sono i donatori, mentre è idoneo per esserlo la metà della popolazione. “Meglio il poco di molti che il molto di pochi”, ma per ora questo pare essere un’utopia.
 
 
 
Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Aprile 2009 11:11
 
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